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Ravenna Runners Club

L’atletica leggera è universalmente riconosciuta, anche dal popolo dei più incalliti ed inguaribili calciofili, pur se a denti stretti e con una robusta dose di invidia come LA disciplina sportiva per eccellenza. Diffusa realmente, come nessun altro sport,  in ogni parte del mondo, all’apparenza così semplice ed immediata, è potenzialmente accessibile a tutti: quantomeno per correre, non è infatti strettamente indispensabile contare su grandi strutture.

Però purtroppo anche l’atletica negli ultimi tempi, a qualsiasi livello, vive una fase di riflusso, soffre per così dire  cali di vocazioni. Sempre meno giovani le si avvicinano, soprattutto nei paesi del cosiddetto occidente.

Se il mondo va così, anche Ravenna suo malgrado si adegua: mediamente si innalza l’età media dei praticanti mentre piste, pedane, strade e prati sono meno pullulanti di nuove leve. Vanno cercate soluzioni. Anche in quest’ottica va quindi salutata con grande soddisfazione la nascita nella nostra città di una nuova società sportiva che si propone di dare il proprio contributo al rilancio e allo sviluppo dell’atletica: il “RAVENNA RUNNERS CLUB associazione sportiva dilettantistica” o, in forma abbreviata “ RRC ASD”, il cui atto costitutivo data 14 febbraio 2011. Una denominazione che già di per sé stessa è una dichiarazione programmatica, specchio di intendimenti e di rivelatrice di un preciso orientamento mentale e culturale. In primo piano dunque RAVENNA, perché questa città deve essere l’epicentro attorno al quale le attività agonistiche e organizzative graviteranno, poi RUNNERS in quanto i fondatori della neonata compagine sono o forse è meglio dire sono stati tutti stati adepti della corsa nelle sue tante espressioni, da quella vorticosa dello sprint puro a quella più compassata delle lunghe distanze. E poi ancora CLUB, sia perdonato quest’ulteriore anglismo nella ragione sociale, come a voler ispirarsi a una concezione di fare e intendere l’atletica di matrice britannica, quella propria di un recente passato caratterizzata dagl’immensi profili di signori quali Roger Black, Sebastian Coe, Steve Ovett, Nick Rose. Idea forse un po’ snob e retrò, d’accordo ma va bene così….

E per concludere  ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA,  laddove il termine dilettante non va inteso come sinonimo di superficiale, incompetente, impreparato, ma nella sua accezione più nobile e vera, cioè quella di persona che trova diletto per quello che si fa e quindi cultore, appassionato, nella fattispecie di atletica.

 

 

I SOCI FONDATORI

Cinque sono i fondatori di Ravenna Runners Club. Cinque amici di lungo corso, ex atleti, alcuni dei quali  sfoderano curricula agonistici scintillanti, da sempre gravemente malati di atletica. Cinque personaggi che portano a compimento un progetto solamente abbozzato una quindicina di anni fa, quando ancora facevano ruggire le loro scarpette su piste e strade vestendo  le casacche di società diverse, cioè quello di accomunarsi sotto un’unica bandiera. E proprio col malcelato orgoglio di soci fondatori essi ricoprono le cariche societarie del Consiglio Direttivo: ironicamente si potrebbe parlare di oligarchi, ben pronti però ad accogliere fra le proprie fila chi possieda i requisiti necessari per farne parte, ovvero, come recita lo statuto, integrità morale, disponibilità a svolgere, promuovere, diffondere l’attività sportiva dilettantistica.

 

THE FAB FIVE

Alla presidenza del club siede Stefano Righini, classe 1963, una vita di corsa iniziata nell’ormai lontanissimo 1975 con le gare su strada. Eccellente mezzofondista negli anni dell’adolescenza, trascorsi costantemente ai vertici delle graduatorie regionali e nazionali di 1500 e 3000 metri, nell’aprile 1979 raccoglie la gemma più preziosa di questo scorcio di carriera. Vince infatti a mani basse la prova riservata alla categoria allievi della corsa campestre più conosciuta e affascinante che si disputi in Italia, cioè la “Cinque Mulini”, competizione che, apparirebbe quasi superfluo specificarlo considerata l’enorme popolarità di cui essa gode urbi et orbi, si disputa sui prati di San Vittore Olona, alle porte di Milano, il cui albo d’oro è  l’antologia planetaria della corsa dell’ultimo secolo. Dopo un periodo di pausa in cui si dedica fra l’altro al calcio nei panni di un centrocampista con attitudini offensive, ovviamente assai mobile, si riavvicina all’atletica sul finire degli anni ’80 sotto la guida dapprima del tecnico storico, Urbano Lega, sanguigno allenatore di decine di mezzofondisti ravennate, in seguito di Maurizio Rivano, vero e proprio galantuomo d’antico stampo. E’ il 1992 l’anno magico di Stefano Righini: firma tutti i suoi record personali in pista: 4’00”0 sui 1500, 9’25”4 sui 3000 siepi, 14’54”6 sui 5000, 30’50”2 sui 10000 e su strada  1:06:45 sulla mezza maratona e 2:23:38 nella maratona. Ma agonisticamente è il 1996 l’anno di grazia. Con una prova caparbia ed oculata domina la maratona internazionale di Montreal, sconfiggendo uno stuolo di maratoneti sulla carta più accreditati ma meno accorti tatticamente e meno resistenti al freddo e al gelo di quella giornata canadese, che condiziona pesantemente il riscontro cronometrico: 2:28:00. In questi anni Righini si trasforma in un autentico globetrotter dei 42 Km: corre a Toronto, Istanbul, Stoccolma, Dublino, Bangkok, Roma . A carriera conclusa, si dedica all’organizzazione di eventi atletici e diventa il punto di riferimento dell’equipe che dà vita alla Maratona Internazionale Ravenna Città d’arte.

 

Ma colui che vanta il pedegree atletico più sontuoso è senza la minima ombra di dubbio Andrea Montanari, classe 1965, velocista di valore internazionale. Più delle parole saranno i numeri a sentenziarne la caratura,  quelli dei suoi primati personali: 100: 10"4; 200: 21"0; 400: 46"16; staffetta 4x400: 3'01"78; 800: 1'53"6. Andrea vanta ben 18 presenze nella nazionale maggiore con partecipazioni ai campionati mondiali all'aperto (1987, Roma e 1993, Stoccarda) e al coperto (Toronto, 1993), ai campionati europei (1990, Spalato), alla Coppa Europa (1989, Gateshead e 1993, Roma), alle Universiadi (Zagabria, 1987). Inoltre ha preso parte a 3 edizioni dei campionati mondiali militari (Roma, 1986, Warendorf, 1988,  Roma, 1993). Ma un altro dato, all'apparenza meno eclatante, testimonia della sua continuità di rendimento ad alti livelli: in tutte le sue sette partecipazioni ai campionati italiani assoluti, ha sempre raggiunto la finale sulla distanza prediletta dei 400 e nel 1989 si è aggiudicato il titolo. Ha iniziato la carriera nelle fila della Rinascita CRC Ravenna, l'ha proseguita con la maglia dei Carabinieri Bologna dal 1985 al 1994, l'ha conclusa come portacolore del Cus Bologna

 

Marco Roncuzzi, classe 1965, esempio vivente  di trasformismo, o meglio eclettismo o meglio ancora di evoluzione. E' stato capace di spaziare nella sua carriera da 60 metri indoor alla maratona passando gradualmente attraverso tutte le tappe intermedie. Duathleta (2 titoli italiani a squadre) e triathleta (30° nel ranking italiano del triathlon olimpico nel 1995) di vaglia ha preso parte anche a gare di ciclismo, soprattutto gran fondo, e di nuoto. Atleta dall'azione di corsa agile ed elegante è noto anche per le tante gaffe che ha improvvisato sui campi di gara. Questo è il lungo elenco dei suoi record personali nell’atletica: 60 indoor: 7”36, 100: 12”1; 200: 24”4; 400: 52”7; 800: 1’55”0; 1500: 3’54”07; 3000: 8’39”3; 5000: 15’07”4; 10000: 32’36”0; mezza maratona: 1:11:41; maratona: 2:44:26.

 

Mirco Tonetti, classe 1964, fondista e siepista. Talentuoso ma a detto dei tecnici che l'hanno allenato poco propenso ad allenarsi con la dovuta intensità, è stato capace di svariare con ottimi risultati dal mezzofondo veloce (fra l’altro all’attivo un titolo regionale junior sui 1500) alla mezza maratona. Nato atleticamente con le corse podistiche dei pulcini, ha vestito la canotta di Rinascita ed Atletica Ravenna oltre a quella, durante il servizio militare dell’Aeronautica, con la quale si è qualificato per la finale A del Campionato Italiano di società. I suoi personali: 800: 1’57”2; 1500: 3’56”0; 3000: 8’29”9; 3000 siepi: 9’24”0; 5000: 14’49”8; 10000: 31’09”1; mezza maratona: 1:10:11. Non ha mai corso una maratona, ma c’è sempre tempo…

Paolo Benini, classe 1963, fondista, sulla breccia dal lontanissimo 1974, quando si è avvicinato alla corsa partecipando alle pionieristiche manifestazioni podistiche con la maglia dell'Endas Mameli per transitare all'atletica classica tre anni dopo sotto le gloriose insegna della Rinascita Ravenna. Vagamente allergico alla pista, dove comunque vanta personali di 2'05"8 sugli 800 (1980), 4'11"8 sui 1500 (1984), 8'48"0 sui 3000 (1984), 15'00"3 sui 5000 (1984), 31'44"3 sui 10000 (1984), Km 18,133 (ora) (1986), probabilmente la specialista in cui si è espresso la mezza maratona in cui ha siglato un personale di 1:08:40 sulle ondulate strade di Lugano nell'aprile 1986 ed in altre occasioni ha corso sul piede dell'ora e dieci.

 

Ci piace inoltre menzionare due personaggi che hanno con entusiasmo aderito a RRC, dove ricopriranno rispettivamente il ruolo di tecnico e medico sociale: LICIA BAGNOLI e ROSSANO ALTINI. La prima, ora apprezzata istruttrice, è stata valente velocista di valore nazionale. Il secondo, medico chirurgo all’Ospedale Civile di Ravenna è fondista di eccellente livello. Nel 2007, la sua annata di grazia, all’età di 49 anni ha conquistato il titolo mondiale master per la categoria M45 sui 5000 e 10000 metri e ha siglato tempi altisonanti come 8’59”96 sui 3000,  15’27”76 sui 5000, 32’17”10 sui 10000 e 1:09:28 sulla mezza maratona.

 

 

 

ANEDDOTI

Come già detto i soci fondatori di RRC sono atleti (ora divenuti ex) , ma in primo luogo amici (si esclude che ex possano diventarlo) che si conoscono in alcuni casi sin dall’infanzia. Tanti anni di atletica significano miriadi di allenamenti, gare, trasferte condivise, e con esse anche infinità di aneddoti. Se fosse possibile raccoglierli tutti in un libro si dovrebbero versare fiumi di inchiostro. Non è peraltro questa la sede adatta. Non dispiaccia però al nostro ipotetico lettore se si farà brevemente riferimento ad una storia, che in realtà è una sorta di  rito, più che consolidato, che si celebra ormai da circa 30 anni ogni sabato, in particolar modo nei mesi autunnali, invernali e primaverili, e che ha per principali officianti proprio costoro. Uno di questi abita a due passi da uno degli ingressi della Pineta di Classe, ovvero di un santuario del verde, vero e proprio paradiso di un runner: ci sono tanti sentieri e tante stradine che si potrebbe correre per decine di Km senza mai transitare due volte per lo stesso punto. Ebbene, la tavernetta di questa casa vicino alla foresta, il sabato, si trasforma nel luogo di ritrovo per chi voglia correre. Di lì si parte e ci si allena seguendo  itinerari entrati nel mito. Ad esempio c’è il cosiddetto “giro da un chilometro”, ovvero un quadrilatero dal fondo misto, erboso e in terra battuta, lungo curiosamente proprio  1000 metri, spesso ricoperto da un velo di fango, egregio sostituto della pista nello svolgimento delle ripetute in vista delle campestri. Oppure il “giro della pineta bruciata”, 16 Km che attraversano un settore di bosco devastato da un terribile incendio appiccato dolosamente da un bracconiere; in epoche perdute della memoria si svolgevano medi o progressioni al limite dei 55’. O la “via Verde”, un tappeto erboso con lievi ma continue ondulazioni di 3930 metri, ottimo per “far girare le gambe” nell’ultimo quarto d’ora di corsa. O ancora “viale Zani”, 3540 metri rettilinei in terra battuta, così chiamato in onore dell’omonimo validissimo mezzofondista di fine anni ’70, lì inspiegabilmente smarritosi! Decine e decine di corridori, ravennati e non, nel tempo sono stati della compagnia. Praticamente tutti, nessuno escluso, con maggiore o minore assiduità. Ma lo zoccolo duro, quello dei sempre presenti è rappresentato dai fondatori di RRC. Da 30 anni il rito del sabato per loro si è perpetuato, anche se rispetto ai primi tempi, complice la carta d’identità inesorabile, qualcosa è cambiato. Da giovani si correva, si correva, si correva… per Km ed a ritmi sempre sostenuti, poi al temine, come piccola gratifica, si beveva un po’ di thè, magari poco zuccherato ed al massimo si sgranocchiava un paio di biscotti, ovviamente secchi. La stragrande maggioranza del tempo era quindi dedicato all’allenamento, gli spiccioli alla ricreazione. Col passare degli anni le proporzioni sono state progressivamente rimodulate, lo spazio del rifocillamento ha conquistato uno spazio sempre maggiore  ed accanto al the sono comparsi biscotti più elaborati e golosità varie. Ultimamente, coll’affievolirsi quasi definitivo delle velleità agonistiche, l’allenamento, fattosi sempre meno intenso, viene seguito da un banchetto vieppiù ricco di panettoni e pandori (o di colombe, a seconda di quale sia la festività più vicina).

 

FINALITA' DELLA SOCIETA'

 

Affiliata alla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), "benedetta" e incoraggiata con tanto di lettera di felicitazioni da parte del presidente federale regionale Alberto Montanari, l'associazione, come recita l'articolo 4 del proprio statuto "persegue lo scopo di praticare, promuovere e diffondere lo sport dell'atletica leggera ed in particolare la disciplina podistica, nelle varie specialità, a livello dilettantistico ed amatoriale, nonchè per finalità ricreative, riconoscendo l'importante ruolo dello sport nella difesa della salute e dell'integrità fisica e mentale delle persone, nonchè come fondamentale strumento di aggregazione sociale".

In sostanza saranno al momento due le principali branche d’attività di RRC: quella agonistica, con la partecipazione degli atleti tesserati alle varie gare di lunga lena in programma in tutta Italia, e quella organizzativa. A questo proposito vanno segnalate le due manifestazioni principali che l’associazione allestirà. Dapprima “THE RUN”, uno spettacolare circuito cittadino ricavato nel centro storico di Ravenna, in calendario quest’anno il 25/6 e realizzato grazie al supporto di RCS – La Gazzetta dello Sport e la rinnovata Maratona Internazionale “Ravenna Città d’arte”, nuovamente al via il 6 novembre dopo un anno di assenza.  Contemporaneamente ad essa verrà riproposta la Forlì-Ravenna, epica classica col sapore dei tempi eroici della corsa, che costituirà i primi 30 Km della maratona stessa. Due grandi eventi in un unico contenitore organizzati e realizzati in sinergia con Trail Romagna.

 
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